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Energia, invocazione e preghiera

Mentirei a dire che per me esiste una differenza tra la preghiera, la tecnica Reiki è la pranoterapia.

Sono tutte trasmissioni d’amore,
Tutte provenienti dallo stesso universo, con la stessa energia e la stessa frequenza.

Ciò che realmente fa la differenza è la persona che trasmette l’energia, che può essere funzionale ad al processo di guarigione di un individuo solamente se la vibrazione del guaritore è più alta (motivo per cui è essenziale un processo di invocazione) e l’intento del cliente lo consente.

Perchè associo anche la preghiera?
Perchè con lo stesso intento d’amore ci sono Santi che curano malattie, possessioni e depressioni, ed é il paziente stesso ad aprirsi alla Fede del santo, quindi ad arrivare ad un processo di guarigione interiore.

Quindi cosa significa sanare? è un processo di apertura, d’ascolto con quelle frequenze Divine che ci consentono di poter giungere ai nostri limiti sanandoli, liberandoci dalle emozioni che spesso reprimiamo all’interno del nostro corpo.
Non vi è quindi differenza di “piani energetici” ma esiste solamente la differenza di “vibrazione” energetica di un processo.

Mi fa sorridere, perché spesso molti Master Reiki dicono di “settare” l’energia Reiki per non dare la tua.
Questo ovviamente lo dice la maggior parte dei Master che non percepiscono le energie a livello pranico.
Perché se tu sei connesso con l’Universo, l’ascolto del paziente avvine e così avviene anche lo scambio di energia.
E’ inevitabile lo scambio energetico, esso avviene sempre, come avviene nelle relazioni, perché tutti noi facciamo parte di questa Terra, di questo ambiente.
Si fluisce e si fa da tramite, con lo stesso indentico mezzo, ovvero L’Universo, non vi esiste un setting che dice “Reiki” o “Prano”.
Così non esiste un discorso di “non scambio energetico” con la persona, ma esiste solamente un concetto di “non farsi schiacciare” dal cliente, che è ben diverso.

Nel caso della preghiera invece, anch’essa non da distinzioni da ciò che è un processo di guarigione, la differenza avviene solamente a livello di percezione del cliente.
Se mi metti le mani sul corpo, probabilmente mi predispongo di più a recepire l’energia, mentre se una persona evoca una preghiera, essa sarà portata a percepire energeticamente molto più il contatto fisico che quello strettamente eterico.
A meno che, come citato sopra, non si tratta di un evocazione di un Santo a cui si da la più completa fiducia di guarigione.

Insomma, il processo di apertura lo fa il 90% la mente del cliente
ed il 20% l’energia del “curatore”.

 

Barbara Ceccato - P.I. 12415430961

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